Teatro

Una crónica de violencia

La visione del regista

Ci troviamo in un momento politico e sociale globale pieno di tensione e polarizzazione, in cui siamo costantemente esposti alla violenza visiva. Violenza fisica, violenza verbale, violenza istituzionale… tanti tipi di violenza, senza sosta. Molte persone hanno teorizzato come, essendo esposti come individui a livelli così espliciti di violenza attraverso i social media, stiamo diventando una società insensibile alla violenza, passiva, reazionaria e rassegnata. Attraverso questa proposta abbiamo voluto mettere in luce questo aspetto ed esplorare ciò che è necessario mettere in gioco in un’opera di fantasia affinché il pubblico possa dire «Basta». Se il pubblico è d’accordo o meno con l’uso della violenza in determinati momenti o contro determinati individui, oppure se, per il bene del cambiamento, la violenza non è permessa in nessuna forma.

Era quindi molto importante che il pubblico fosse al di sopra dei nostri personaggi e si sentisse moderatore e decisore della storia, ed è per questo che abbiamo deciso di trasformarli negli dei dell’Olimpo. Come se stessero ancora una volta guardando un programma televisivo o un social media sensazionalistico, gli dei parteciperanno a un programma cinico, di cattivo gusto e pamphletistico finché, a un certo punto, avranno la possibilità di interrompere completamente il loro lavoro. Cosa faranno? Come reagirà il pubblico? Sono queste le preoccupazioni e le domande che ci hanno spinto a creare questa produzione.