Piccola opera – tango
María de Buenos Aires
La visione del regista
María de Buenos Aires è una produzione enigmatica e criptica, ricca di elementi poetici, principalmente biblici e provenienti dalla città in cui il tango ha iniziato il suo viaggio, Buenos Aires. Il testo di Horacio Ferrer è in realtà scritto in lunfardo, termine gergale usato dalle classi inferiori di Buenos Aires.
Pertanto, il mio obiettivo principale come regista era quello di trasmettere questa storia e il suo immenso significato simbolico al pubblico spagnolo, assicurandomi al contempo che i parallelismi che Piazzolla e Ferrer tracciavano tra tango, arte, María de Buenos Aires e Gesù Cristo fossero compresi.
Nella mia messa in scena ho deciso di discostarmi leggermente da un tempo e da un luogo specifici, concentrandomi sull’universalità della storia e del suo conflitto e sottolineando il più possibile la figura divina di María de Buenos Aires e il suo viaggio attraverso questo mondo terreno.
Nel corso dei secoli, l’arte è sempre stata in costante pericolo a causa della sua natura sovversiva, riflessiva e stimolante, ed è per questo che molte persone malintenzionate hanno cercato di distruggerla o impossessarsene. Ma l’arte è riuscita a sopravvivere e a trascendere grazie al cuore e all’ispirazione delle brave persone. E questo, per me, è in definitiva il messaggio più potente che María de Buenos Aires trasmette. Penso che sia qualcosa di molto importante da riaffermare nel momento storico in cui ci troviamo.
